Crypto e Finanza Tradizionale: Appropriazione o Evoluzione?

Quando il mercato non si muove come gli investitori sperano, nascono teorie di ogni genere. Oggi, una delle convinzioni più diffuse è che le multinazionali e gli istituzionali stiano conquistando il settore crypto, trasformandolo in qualcosa di diverso rispetto alle sue origini. C’è chi parla di un vero e proprio assedio della finanza tradizionale: attori come Trump, BlackRock e le grandi banche starebbero prendendo il controllo dell’intero ecosistema, pezzo dopo pezzo.
Che l’influenza istituzionale sia forte è fuori discussione. Il mercato è più manipolabile che mai, con strumenti come le meme coin sfruttati per creare hype e indirizzare i flussi di capitale. Ma dobbiamo chiederci: sarebbe stato realistico pensare che tutto questo non accadesse?
Un settore così innovativo e tecnologico non poteva rimanere di nicchia per sempre. Bitcoin è nato come alternativa alla finanza tradizionale, ma era solo questione di tempo prima che il grande capitale tentasse di entrarci. Se oggi BlackRock compra BTC, significa che la narrativa di Bitcoin come “oro digitale” ha vinto. La tecnologia crypto resta accessibile a tutti, ma nel settore degli investimenti i capitali istituzionali giocheranno un ruolo sempre più dominante. Sta a noi capire come navigare questa nuova realtà.
Un altro esempio interessante riguarda le nuove crypto legate a Trump, in particolare il token di Melania. Molti investitori le guardano con scetticismo, e io stesso sono stato critico, visto che dal momento della loro quotazione hanno seguito un trend discendente. Ma definirle truffe potrebbe essere un errore di valutazione. La storia dei mercati è piena di esempi di aziende che hanno vissuto crolli iniziali anche del 90%, per poi diventare giganti nel lungo termine. Amazon, JPMorgan Chase, Apple: tutte hanno attraversato fasi difficili prima di imporsi. Anche Bitcoin ha vissuto più drawdown dell’80% prima di tornare più forte di prima.
In Italia, un caso emblematico è Mediaset, che negli anni ’90 ha registrato performance straordinarie, solo per perdere oltre il 98% del suo valore dal 2000 a oggi. E, ironia della sorte, oggi ha lanciato un nuovo titolo azionario (mfba), come se la storia fosse stata dimenticata!  Questo non significa che ogni progetto destinato a scendere si riprenderà, ma nemmeno che ogni calo sia sinonimo di fallimento. La vera domanda è: la crypto di oggi potrebbe essere la Big Tech di domani?
Ovviamente, non tutte lo saranno. Il mercato è pieno di progetti senza futuro, ed è proprio per questo che diventa fondamentale un’analisi approfondita basata su dati on-chain, news, ciclicità di mercato e monitoraggio costante del settore. Il mio approccio si basa su uno screening attento, con un software che monitora i movimenti delle prime 100 criptovalute in classifica ufficiale e una selezione dei migliori 180-200 token tra i primi 1000 sul mercato. Non basta guardare i grafici: bisogna integrare analisi tecnica e fondamentale per comprendere dove siamo e dove potremmo andare.

Il mercato crypto sta cambiando, ed era inevitabile che accadesse. Ma questo non significa che tutto sia compromesso o che il settore abbia perso la sua anima. Significa che noi investitori dobbiamo adattarci, comprendere il nuovo scenario e trovare il giusto equilibrio tra rischio, opportunità e consapevolezza.

E voi, come la vedete? Questo cambiamento è una minaccia o un’opportunità?


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