🌐 Il paradosso della diplomazia globale
Qualche giorno fa si è svolta a Pechino una parata militare imponente per commemorare l’80° anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale. Presenti i leader di Russia, Iran, Corea del Nord, Bielorussia e altri Paesi non allineati.
Assenti i governi occidentali, compresi quelli europei. Nessuna bandiera italiana, francese, tedesca o spagnola. Nessun rappresentante di Washington o Londra.
Eppure, mentre si evita la cerimonia per motivi “politici”, le aziende occidentali continuano a stringere accordi milionari con la Cina.
Mio figlio lavora in una grande realtà del gruppo Stellantis: proprio in questi giorni, un brand italiano è stato sostituito da uno cinese. Parliamo di milioni di euro. E non è un caso isolato.
Amazon, l’e-commerce, l’automotive, la tecnologia: senza la Cina, il mercato come lo conosciamo non esisterebbe più.
I governi occidentali condannano, ma le imprese comprano. Parlano di valori, ma dipendono da chi quei valori non li condivide.
Ipocrisia? Strategia? O paura di perdere il potere?
👥 E poi c’è un altro aspetto che mi colpisce:
I cittadini cinesi in Italia. Li vedo ogni giorno. Educati, rispettosi, riservati.
Non arroganti, non presuntuosi. Amano la loro terra, la loro cultura, e la portano con sé anche qui, in un Paese libero come il nostro.
Non impongono, non si lamentano. Vivono, lavorano, costruiscono.
E ci ricordano che la vera libertà è sapere chi sei, ovunque tu sia.
📺 Dal punto di vista mediatico, vediamo una Cina riservata, disponibile alla collaborazione.
Personalmente, non ho mai sentito toni di guerriglia da parte della Cina, al contrario di quelli che arrivano da Stati Uniti, Regno Unito, Israele e altri: è il loro mantra.
❓ E allora, chi è il diplomatico e chi è il guerrafondaio?
Questa è la domanda.
Creare un mondo parallelo, unirsi per vivere un proprio modello di vita, è naturale.
Vietarlo non lo è.
🌱 Mi auguro che i leader occidentali cambino atteggiamento, che sia costruttivo e diplomatico.
Solo così, con alleanze solide, si crea un futuro per le nuove generazioni. Le guerre lo distruggono.
E stando così le cose, saranno loro i responsabili di tutto —
non i Paesi del BRICS che vogliono la loro libertà.
È un loro diritto.
E se non gliela si concede, se la prenderanno. Con le buone o con le cattive.
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