Le decisioni della Fed e le buone notizie globali non bastano a fermare il calo dei mercati. Sta cambiando qualcosa nel comportamento degli investitori?
Nonostante il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, abbia finalmente annunciato un taglio dei tassi di 0,25 punti base, accompagnato dalla fine del Quantitative Tightening (QT) prevista per l’inizio di dicembre, i mercati non sembrano reagire come ci si sarebbe aspettato.
Anzi, il settore crypto continua a mostrare segnali di debolezza, e la correzione in corso potrebbe persino accentuarsi qualora anche il DXY (indice del dollaro) dovesse risalire con forza nelle prossime settimane.
A questo si aggiunge un altro elemento teoricamente favorevole: l’incontro tra Xi Jinping e Donald Trump è andato in modo “discreto”, con toni concilianti e qualche apertura su temi commerciali e geopolitici. Eppure, i mercati sembrano non voler credere alle buone notizie.
Come avevo accennato nel mio post precedente, questa fase è delicata: se i prezzi dovessero proseguire al ribasso nonostante il contesto monetario più accomodante, sarebbe la conferma che la ciclicità del mercato crypto sta cambiando.
Un nuovo modello di comportamento, forse meno legato ai tradizionali driver macroeconomici e più influenzato da dinamiche interne — liquidità on-chain, cicli di halving e rotazioni settoriali.
Il nodo tecnico: l’indice dell’euro (EXY)
Nel grafico che ho condiviso, l’indice dell’euro (EXY) mostra un pullback molto evidente dopo il recente rimbalzo. Tutto dipenderà da ciò che accadrà attorno all’area di 115 punti, un livello chiave:
- Una rottura verso il basso aprirebbe spazio a un nuovo indebolimento dell’euro e, di riflesso, a un rafforzamento del dollaro.
- Un rimbalzo, invece, potrebbe riportare forza sull’euro e dare respiro agli asset rischiosi, comprese le criptovalute.
Una negatività paradossale
Personalmente, inizio a percepire una negatività crescente nei mercati, una sensazione paradossale se confrontata con i dati reali:
- L’inflazione USA continua a scendere, avvicinandosi al 2,4%,
- I rendimenti decennali americani si sono ridotti sotto il 4,2%,
- La liquidità globale (M2) mostra i primi segnali di espansione dopo oltre un anno di contrazione.
Eppure, il sentiment generale resta fragile.
Questa divergenza tra fondamentali positivi e reazione dei mercati è ciò che mi sconcerta maggiormente: potremmo trovarci di fronte a un nuovo paradigma di mercato, in cui i modelli tradizionali di correlazione — tassi, dollaro, risk-on — non funzionano più come in passato.
Conclusione
Siamo probabilmente davanti a una fase di transizione del ciclo, dove la liquidità “percepita” (cioè quella realmente disponibile nel sistema) conta più dei dati ufficiali.
Se il DXY dovesse effettivamente risalire e il mercato crypto non reagisse con un recupero, sarebbe un segnale storico di cambiamento strutturale.
Da lì, dovremo ripartire, facendo tesoro dell’esperienza accumulata negli ultimi anni e adattando le nostre strategie a un contesto in evoluzione.
Indice EXY

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